In quel periodo, nella Contea di Modica, oggi provincia di Ragusa, la campagna non era soltanto luogo di lavoro e fatica, ma anche teatro discreto di relazioni, incontri e rappresentazioni sociali.
Tra muretti a secco e terre chiare, in una giornata di luce gentile, la famiglia si riuniva all’aperto come a voler affermare un legame antico con quel paesaggio severo e generoso.
Il marchese Tedeschi, con gesto misurato e sigaro tra le dita, osservava il gruppo con l’aria di chi conosce il peso delle responsabilità e il valore della continuità.
Accanto a lui, la marchesa custodiva con eleganza silenziosa il ruolo di equilibrio e di memoria, mentre le giovani presenze femminili, tra cappelli moderni e veli discreti, annunciavano un tempo nuovo che avanzava con cautela.
Poco distante, l’onorevole Corrado Rizzone, riconoscibile per i baffi ormai bianchi, sedeva come punto di raccordo tra la tradizione aristocratica e la vita pubblica del Regno, incarnando una politica ancora intrecciata alla terra.
Il cadetto, senza berretto e con lo sguardo attento, portava con sé l’eco recente della guerra, simbolo di una generazione chiamata a ricostruire più che a conquistare.
Sul margine della scena, la presenza discreta dell’uniforme ricordava che lo Stato era ormai parte integrante di quel mondo un tempo autonomo.
I resti del pranzo sull’erba, le bottiglie e le tovaglie chiare, raccontavano una convivialità misurata, fatta di gesti lenti e parole scelte.
Era un picnic solo in apparenza: in realtà, un frammento di storia sospeso tra Ottocento e Novecento, dove la nobiltà siciliana imparava a riconoscersi diversa, ma ancora saldamente radicata nella propria terra.
Scheda Storico-fotografica – Picnic A Zimmardo
SCHEDA STORICO-FOTOGRAFICA MUSEALE
Titolo: Picnic aristocratico nella campagna di Zimmardo
Datazione: ca. 1920–1930
Luogo: Contea di Modica (oggi provincia di Ragusa), contrada Zimmardo
Tipologia: Fotografia di gruppo in esterno
Tecnica: Stampa fotografica ai sali d’argento (presumibile)
Autore: Anonimo
Provenienza: Per gentile concessione di Maria Grazia Scivoletto
Descrizione dell’immagine
La fotografia ritrae un gruppo numeroso di uomini e donne riuniti all’aperto, seduti e in piedi su un terreno pietroso delimitato da muretti a secco, tipico del paesaggio ibleo. La scena documenta un momento conviviale, probabilmente un picnic, organizzato all’interno di una tenuta agricola di proprietà della famiglia. In primo piano sono visibili i resti del pranzo – tovaglie, bottiglie e recipienti – disposti con ordine, mentre sullo sfondo si estende la campagna aperta.
Il gruppo è organizzato secondo una chiara gerarchia spaziale: al centro siedono le figure di maggiore rilievo sociale e politico, mentre ai margini si collocano personaggi di accompagnamento e servizio. L’abbigliamento elegante, i cappelli maschili e femminili e la presenza di un sigaro sottolineano il carattere rappresentativo dell’incontro, pur nella sua apparente informalità.
Identificazione dei personaggi principali
- Il Marchese Corrado Tedeschi: riconoscibile per l’abbigliamento elegante e il sigaro, simbolo di status e autorevolezza.
- La Marchesa: seduta accanto al consorte, figura di equilibrio e rappresentanza della continuità familiare.
- Bebe Tedeschi, secondogenita del marchese: inserita nel nucleo centrale, segno di partecipazione attiva alla vita sociale della famiglia.
- On. Corrado Rizzone: seduto al centro con cappello e baffi bianchi, esponente politico e punto di raccordo tra aristocrazia terriera e istituzioni dello Stato.
- Cadetto / giovane militare: seduto di profilo senza berretto, probabile ex combattente o allievo ufficiale, rappresentante della nuova generazione postbellica.
- Militare in uniforme: visibile sullo sfondo, appartenente al Regio Esercito Italiano, con funzione di accompagnamento o vigilanza.
Analisi storico-culturale
La fotografia si colloca nel delicato periodo del primo dopoguerra, quando l’aristocrazia siciliana è chiamata a ridefinire il proprio ruolo all’interno dello Stato unitario e della società contemporanea. Il contesto rurale non è solo sfondo, ma elemento identitario: la terra rimane il fulcro del potere economico e simbolico della famiglia.
La presenza congiunta di nobili, politici e militari riflette l’intreccio tra proprietà fondiaria, rappresentanza parlamentare e istituzioni statali. Le figure femminili, con cappelli alla moda e l’uso del velo, testimoniano una modernità prudente, attenta al decoro e alla distinzione sociale.
Interpretazione
L’immagine non documenta un semplice momento di svago, ma un vero e proprio atto di autorappresentazione. Il picnic diventa rito sociale, occasione per ribadire gerarchie, alleanze e continuità dinastiche. La scena restituisce l’immagine di una élite che, pur consapevole dei mutamenti del Novecento, continua a radicare la propria identità nella terra e nella memoria storica del territorio.
Stato di conservazione
Buono; presenza di lieve ingiallimento e segni del tempo coerenti con la datazione.
Nota curatoriale: La fotografia costituisce una fonte di grande valore documentario per lo studio della società aristocratica e politico-terriera della Sicilia sud-orientale nel primo terzo del XX secolo.
1. Uomo a sinistra in fondo con cappello militare e uniforme
Esercito e grado (ipotesi fondata)
L’uomo all’estrema sinistra, leggermente arretrato rispetto al gruppo, indossa:
- cappello rigido con visiera e fregio centrale
- giubba scura strutturata
- postura composta, non conviviale
👉 È riconducibile con buona probabilità al Regio Esercito Italiano.
Grado:
- sottufficiale o ufficiale inferiore (maresciallo / sottotenente)
- non presenta mostrine vistose o sciabola → esclude gradi alti
- la posizione defilata ma presente indica funzione di accompagnamento o vigilanza, non di ospite
📌 Verosimile che sia:
- militare di scorta
- oppure militare legato all’amministrazione del feudo
- oppure ex combattente “di fiducia” della famiglia
2. Uomo di fronte con sigaro: il marchese Corrado Tedeschi
Qui l’identificazione è coerente e rafforzata dall’iconografia.
Elementi chiave:
- sigaro acceso (gesto di autorità, non casuale)
- abito elegante, cappotto ben tagliato
- posa rilassata ma centrale
- interazione visiva con il gruppo
👉 Il sigaro è un marcatore sociale:
- non è semplice abitudine
- è simbolo di status, controllo del tempo, sicurezza economica
- tipico dell’aristocrazia e dell’alta borghesia politico-agraria
Il marchese non “posa”: occupa lo spazio.
3. Donna con il volto coperto da velo (in fondo a sinistra): perché?
Questo è un dettaglio molto interessante e non banale.
Possibili motivazioni (non alternative):
- Protezione dal sole e dal vento
- ambiente aperto, pietroso
- gesto comune ma non universale
- Riservatezza sociale
- donna giovane o non sposata
- possibile parente “secondaria”
- volontà di non esporsi allo sguardo pubblico/fotografico
- Codice di decoro aristocratico
- il velo come segno di distinzione, non di modestia popolare
- usato in contesti misti e informali per mantenere una distanza simbolica
👉 Il fatto che sia in piedi e velata indica:
- non è una figura marginale
- ma una presenza che sceglie di non essere protagonista
È una forma di autocontrollo sociale, molto anni ’20.
4. Il cadetto seduto di profilo senza berretto
Qui la lettura è quasi certa.
- giovane
- postura composta
- sguardo verso la macchina fotografica
- senza copricapo → gesto di rispetto
👉 Probabile:
- allievo ufficiale
- oppure ex ufficiale subalterno della Grande Guerra
- integrato nel gruppo ma non al vertice
La sua posizione:
- seduto
- non centrale
- ma visibile
📌 È una figura di transizione generazionale:
- tra mondo militare
- e mondo civile aristocratico
5. Al centro: l’on. Corrado Rizzone (cappello e baffi lunghi bianchi)
Questa è la chiave politica della fotografia.
Elementi:
- posizione centrale
- seduto ma dominante
- baffi lunghi bianchi (segno di maturità, continuità, autorevolezza)
- cappello mantenuto → diritto allo spazio
👉 È il punto di equilibrio tra:
- aristocrazia (marchese)
- politica (deputato)
- società locale
Non a caso:
- guarda verso la macchina
- non verso i familiari
📌 È un’immagine di rappresentanza, anche in un contesto informale.
6. Nota sul cappello femminile
Le donne indossano cappelli:
- cloche o a tesa morbida
- tipici anni 1919–1928
- associati a:
- modernità
- emancipazione controllata
- influenza francese
👉 Il cappello femminile qui comunica:
- aggiornamento culturale
- appartenenza a una élite urbana
- distanza netta dal mondo contadino
È un segnale di modernità consapevole, non di rottura.
Lettura storico-culturale complessiva
Queste fotografie non documentano solo un picnic.
Raccontano:
- una aristocrazia siciliana che si rinnova
- il passaggio:
- dal feudo ottocentesco
- alla proprietà moderna
- l’intreccio tra:
- nobiltà
- politica parlamentare
- Stato (esercito)
📌 Il prato diventa palcoscenico del potere:
- informale ma gerarchico
- conviviale ma strutturato
- aperto ma selettivo
È una scena di autorappresentazione colta, tipica delle famiglie che:
- non stanno decadendo
- ma stanno negoziando il proprio ruolo nel Novecento

1. Contesto generale della scena
Periodo: 1920–1930
La datazione è coerente con:
- abbigliamento maschile (giacche scure, cappelli a tesa media, panciotti)
- presenza femminile con cappelli cloche o a tesa morbida
- posa informale ma composta, tipica del primo dopoguerra
Luogo: ambiente rurale, probabilmente feudo o tenuta di famiglia
- terreno brullo e pietroso (tipico degli altipiani iblei)
- muretto a secco sullo sfondo
- assenza di elementi urbani
Siamo quindi fuori città, in uno spazio privato o semiprivato.
2. Il gruppo centrale: gerarchia e disposizione
La fotografia non è casuale: è costruita socialmente, anche se in modo informale.
Asse principale (le strisce che hai indicato)
- Deputato Rizzone Tedeschi (striscia blu)
La sua posizione in piedi, leggermente arretrata ma centrale, suggerisce:- figura pubblica riconosciuta
- ruolo di mediazione tra il gruppo familiare e quello “allargato”
- non posa dominante, ma autorevole
- Bebe Tedeschi, secondogenita del Marchese (striscia verde)
La collocazione accanto ai genitori indica:- appartenenza piena al nucleo centrale
- partecipazione attiva alla vita sociale della famiglia
- educazione borghese-aristocratica: presenza composta, non defilata
- Il Marchese (striscia azzurra)
È il fulcro simbolico:- posizione centrale
- postura eretta
- sguardo diretto
È chiaramente il pater familias, punto di riferimento del gruppo.
- La Marchesa (striscia rosa)
Accanto al Marchese, ma con postura più raccolta:- ruolo di rappresentanza
- garante della continuità familiare
- figura di equilibrio tra formalità e convivialità
👉 Insieme formano un quadrilatero familiare di vertice, riconoscibile anche da chi non conosce i nomi.
3. Il resto del gruppo: composizione sociale
Qui la foto diventa estremamente interessante.
Uomini seduti e accovacciati
- Abiti sobri ma decorosi
- Cappelli tolti o abbassati (segno di rispetto)
- Probabili:
- amministratori del feudo
- notabili locali
- parenti collaterali
- amici politici o di caccia
Donne presenti
- Non isolate
- Partecipano al picnic
- Segno di modernità sociale: non è una scena esclusivamente maschile
4. Il cadetto/soldato in basso a sinistra
- Postura composta
- Abbigliamento diverso dal resto
- Età apparentemente giovane
Possibili interpretazioni (non alternative, ma cumulative):
- ex combattente della Grande Guerra
- cadetto o militare in licenza
- membro della famiglia o della cerchia con formazione militare
La sua presenza:
- introduce un riferimento diretto al clima postbellico
- rafforza l’idea di una famiglia inserita nei nuovi equilibri dello Stato unitario
5. I resti del pranzo sulla destra: il “picnic aristocratico”
Elemento chiave.
- Tovaglie
- Recipienti
- Disposizione ordinata, non casuale
Non è un pranzo improvvisato:
- è un rito sociale
- probabilmente legato a:
- visita alla tenuta
- giornata di caccia
- incontro politico-informale
- ricorrenza familiare
👉 Il picnic diventa spazio di rappresentanza, non solo di svago.
6. Lettura simbolica complessiva
Questa fotografia racconta molto più di un momento conviviale:
- Aristocrazia terriera siciliana nel passaggio tra XIX e XX secolo
- Integrazione tra:
- nobiltà (Marchese e Marchesa)
- borghesia politica (Deputato)
- nuove generazioni (Baby Tedeschi)
- Presenza dello Stato (militare)
- Continuità del feudo come centro di potere sociale
È un’immagine di transizione, non di nostalgia:
- la famiglia non si ritrae chiusa
- ma aperta, moderna, relazionale
7. Valore documentario
Anche a bassa risoluzione, la foto ha:
- valore storico
- valore genealogico
- valore antropologico


