Kaos is a 1984 anthology film directed by brothers Paolo and Vittorio Taviani, inspired by Luigi Pirandello’s short stories, which explores themes such as identity, madness, and family ties in rural Sicily. The last episode, “Pirandello and the Mother” (or “Conversation with the Mother”), serves as a poetic and meta-literary epilogue, filmed between Lipari and Salina in the Aeolian Islands especially in Sicily, in Modica.
Main Plot
Pirandello (played by Omero Antonutti) receives a call from the ghost of his mother (Regina Bianchi), who invites him to Agrigento to learn to “see things through the eyes of those who can no longer see them.” Together they evoke an unwritten story: a desperate mother (Mariagrazia) dictated letters to her children who had emigrated to America, but her neighbor lied to her, pretending to send them; a young doctor reveals the truth, bringing catharsis and reflection on the pain of abandonment. This segment links the other episodes (“L’altro figlio,” “Mal di luna,” “La giara,” “Requiem”) through a symbolic black crow flying over Sicily.
Themes and Style
The episode emphasizes Pirandello’s creative regret and the trauma of emigration, with his ghostly mother as a spiritual guide who criticizes the writer’s rationality. The Taviani brothers use a dreamlike aesthetic, with harsh Aeolian landscapes and a contemplative rhythm, contrasting archaic Sicily with the modern world. Visually, wild nature dominates, with the sea and the moon as metaphors for memory and loss. The episode is shot almost exclusively in Villa Zimmardo in Modica, Sicily, with only the final scenes at sea filmed in Salina, in the Aeolian Islands, where directors Paolo and Vittorio Taviani had a home. The girls in the final scene are the directors’ daughters, a personal touch that reinforces the segment’s family intimacy.
The main dialogue with the ghost mother takes place in Pirandello’s birthplace in Agrigento (Casa natale Luigi Pirandello), a large space surrounded by a lush garden, evoking family intimacy and childhood memories. This domestic interior contrasts with the Aeolian landscapes outside, creating a cozy and surreal atmosphere for the metaphysical confrontation.
Cast and Production
Director: Taviani Brothers, Silver Lion at Venice 1984.
Starring: Omero Antonutti (Pirandello), Regina Bianchi (Mother), Margarita Lozano (Mother of “The Other Son,” thematic echo).
It lasts about 20 minutes, with evocative music and Pirandellian dialogues that are faithful but cinematically expanded. Ideal for a presentation page with photos of the cast and clips of the crow.
Narrative Role
The interior serves as a “temple of memory,” where the maternal ghost reproaches her son for the unresolved past, transforming the house into a cradle of missed creativity and Pirandellian catharsis. The Taviani brothers use soft lighting and shadows to accentuate the otherness of the dialogue, linking it to the journey to the Aeolian Islands.

Kaos è un film antologico del 1984 diretto dai fratelli Paolo e Vittorio Taviani, ispirato alle novelle di Luigi Pirandello, che esplora temi come identità, follia e legami familiari nella Sicilia rurale. L’ultimo episodio, “Pirandello e la Madre” (o “Colloquio con la madre”), funge da epilogo poetico e meta-letterario, girato tra Lipari e Salina nelle Eolie e soprattutto in Sicilia a Modica.
Trama Principale
Pirandello (interpretato da Omero Antonutti) riceve una chiamata dal fantasma di sua madre (Regina Bianchi), che lo invita ad Agrigento per imparare a “guardare le cose con gli occhi di chi non le vede più”. Insieme evocano una storia non scritta: una madre disperata (Mariagrazia) dettava lettere ai figli emigrati in America, ma la vicina le mentiva fingendo di spedirle; un giovane medico rivela la verità, portando catarsi e riflessione sul dolore dell’abbandono. Questo segmento lega gli altri episodi (“L’altro figlio”, “Mal di luna”, “La giara”, “Requiem”) attraverso un corvo nero simbolico che vola sulla Sicilia.
Temi e Stile
L’episodio enfatizza il rimpianto creativo di Pirandello e il trauma dell’emigrazione, con la madre fantasma come guida spirituale che critica la razionalità dello scrittore. I Taviani usano un’estetica onirica, con paesaggi eoliani aspri e un ritmo contemplativo, contrapponendo la Sicilia arcaica al mondo moderno. Visualmente, domina la natura selvaggia, con il mare e la luna come metafore di memoria e perdita. L’episodio è girato quasi esclusivamente nella Villa Zimmardo a Modica, in Sicilia, con solo le ultime scene a mare filmate a Salina, nelle Eolie, dove i registi Paolo e Vittorio Taviani avevano casa. Le bambine nella scena finale sono le figlie dei registi, un tocco personale che rafforza l’intimità familiare del segmento.
Il dialogo principale con la madre fantasma si svolge nella casa natale di Pirandello ad Agrigento (Casa natale Luigi Pirandello), uno spazio ampio e immerso nel giardino rigoglioso, che evoca intimità familiare e memoria d’infanzia. Questo interno domestico contrasta con i paesaggi eoliani esterni, creando un’atmosfera raccolta e surreale per il confronto metafisico.
Cast e Produzione
- Regista: Fratelli Taviani, Leone d’Argento a Venezia 1984.
- Protagonisti: Omero Antonutti (Pirandello), Regina Bianchi (Madre), Margarita Lozano (Madre di “L’altro figlio”, eco tematico).
- Dura circa 20 minuti, con musiche evocative e dialoghi pirandelliani fedeli ma cinematograficamente ampliati. Ideale per una pagina di presentazione con foto del cast e clip del corvo.
Ruolo Narrativo
L’interno funge da “tempio della memoria”, dove il fantasma materno rimprovera il figlio per il passato irrisolto, trasformando la casa in culla di creatività mancata e catarsi pirandelliana. I Taviani usano luci soffuse e ombre per accentuare l’alterità del dialogo, legandolo al viaggio verso le Eolie.

